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Negli ultimi decenni la tecnologia ha fatto grandissimi progressi per rendere più autonome le persone con disabilità visiva sia nel lavoro sia nell'informazione e nello svago: se fino a vent'anni fa c'erano solo libri in Braille o audioregistrati da chiedere in prestito alle associazioni, al giorno d'oggi un cieco o ipovedente, se vuole, tramite computer o smartphone può acquistare e leggere un libro appena uscito in libreria, grazie all'avvento dei libri elettronici e audiolibri, mentre per i giornali ci sono numerosi servizi on line più o meno gratuiti oltre all'informazione a 360 gradi disponibile nei blog e nei social network, con tutti i suoi pro e i suoi contro.
Ma cosa succede se invece di un libro o un giornale si volesse leggere un fumetto?
Se sei cieco o ipovedente questo tipo di lettura e svago ti è precluso: tanti progetti sono stati fatti per creare dei fumetti Braille o tattili confezionando dei giornaletti con delle storie inventate per l'occasione, ma a lungo andare questo approccio è risultato fallimentare, poiché ha portato più costi che benefici: se già il mercato delle persone con disabilità visiva è ristretto, quello di chi ha la conoscenza del Braille lo è ancora di più e a nessuna grande casa editrice conviene investire su questo. Anche leggerli al computer, con sintetizzatori vocali, è difficile: le tecnologie di riconoscimento caratteri (OCR), non riescono a decodificare le figure spiegandole, e il fumetto è un tipo di arte nella quale il testo non può prescindere dall'immagine.
E allora, perché non fare dei fumetti che parlano, i VoiceComics?
L'idea è venuta a due persone non vedenti, appassionate di racconti di fantasia, fumetti e serie tv. Elena Brescacin, che lavora come inclusive designer presso l'azienda Digital Entity NTT Data Italia, e Germano Carella, anche lui specializzato in materia di accessibilità, che lavora come sviluppatore presso la Fondazione Ugo Bordoni, con una grande passione per la recitazione e che ha fondato l'associazione culturale DramaBooks (http://www.dramabooks.it), la quale si occupa di creare audiolibri, audioracconti e poesie sceneggiate, in un'ottica di integrazione e collaborazione tra attori, registi, effettisti, speaker e sceneggiatori con e senza disabilità visiva.
L'associazione, da dicembre 2018, ha già iniziato un progetto sperimentale con contenuti originali: Giangi Bombatomica, - https://www.dramabooks.it/dramafiction/bombatomica -, il super eroe "diversamente in forma" che nascosto a casa di un amico, usa la rete internet per stanare e neutralizzare i cattivi del web: odiatori, bulli digitali, criminali informatici... Il VoiceComic è stato ideato da Elena Brescacin ispirandosi a una canzone di Elio e le storie Tese, con Germano Carella nella parte del protagonista e la voce narrante di Francesco Vercillo, speaker radiofonico con esperienza anche in rai, che con grande empatia descrive le scene come un occhio sempre pronto a fare al lettore la telecronaca di quanto accade, come se fosse lui lì presente vivendo la scena; altri attori interpretano le parti dei vari personaggi protagonisti, poi tramite i programmi di montaggio audio, si includono le musiche e gli effetti, come fosse un vero e proprio film realizzato solo con la voce.
L'ambizione di Elena Brescacin e Germano Carella, insieme a Dramabooks, è quella di poter crescere nel settore del VoiceComic, riuscendo a sceneggiare anche altre realtà come Dylan Dog e altri super eroi più o meno simpatici; è allo studio un protocollo per poter aggiungere le vignette, caratteristica essenziale del fumetto, alla voce, alla musica e ai suoni.
Purtroppo per fare ciò non si può contare soltanto sul volontariato. Per questo è stata creata una raccolta fondi, presente su MoneyBox al seguente indirizzo:
https://paypal.me/pools/c/8atZJNaXhx
Il fumetto tattile, di per sè, non è una realtà inclusiva in quanto costringe il lettore a conoscere l'alfabeto Braille o apprendere altri metodi di riconoscimento tattile più o meno studiati appositamente per il fumetto, invece uno sceneggiato risulta simpatico da ascoltare e sembra davvero che, in tutti i sensi, il personaggio prenda vita e movimento grazie alla dinamicità della voce e degli effetti.

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